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Le infiltrazioni ecoguidate articolari e periarticolari

Dott. Marco Fogli - Specialista in Medicina dello Sport e Fisioterapia
Dott. Marco FOGLI
 22 Marzo 2020

Le infiltrazioni ecoguidate articolari e periarticolari - Dott. Marco Fogli

Le infiltrazioni più complesse richiedono struttura e personale competente.

L’utilità di un trattamento infiltrativo locale è riconosciuta nella maggior parte delle linee guida: consiste nell’introduzione articolare e/o periarticolare di farmaci (cortisone, anestetici locali, acido ialuronico, alcol o altro). 

Dottore, quali sono le indicazioni da seguire per eseguire il trattamento?

Le indicazioni devono essere documentate da una relazione comprendente dati clinici obiettivi e strumentali: visita clinica, radiografie, ecografia e, quando servono, anche risonanza magnetica e TAC.

Come viene eseguita?
Quando la struttura da infiltrare è in sede superficiale e facilmente accessibile, l‘infiltrazione può essere effettuata direttamente a mano libera utilizzando i punti di riferimento anatomici. Per le sedi profonde o difficilmente raggiungibili, quali l’anca, le calcificazioni di spalla, il Neuroma di Morton e le sedi peritendinee, si necessita invece di assistenza con tecniche di imaging, prima fra tutte l’ecografia.

Perché proprio l’ecografia?
Perché è una metodica non invasiva e priva di radiazioni ionizzanti pericolose per l’organismo.

Nel caso di infiltrazioni complesse, di cosa si necessita?
Per eseguirle, come le infiltrazioni ecoguidate, con caratteristiche di qualità, sicurezza ed in modo indolore, occorrono:

  • struttura idonea ed autorizzata alle metodiche infiltrative e mini invasive;
  • apparecchiatura ecografica con alte prestazioni e provvista di software per ecoguida;
  • aghi speciali indolori per l’accessibilità delle varie sedi articolari da trattare;
  • Medico ed Infermiera debitamente addestrati all’esecuzione tecnica della metodica.


Quali sono i singoli passaggi per eseguire l’infiltrazione? 
Durante la prima visita vengono visualizzate la radiografie del bacino e delle anche eseguite in carico ortostatico (in stazione eretta), si rileva il grado di artrosi radiologico secondo le linee guida internazionali (Stadio di Kellegren e Lawrence), si procede ad un esame clinico-anamnestico del paziente comprensivo dei test di Mobilità articolare (ROM) e si esegue un esame ecografico pre-infiltrativo con il color power doppler, per escludere controindicazioni all’esecuzione della metodica. Se si accerta l’assenza di controindicazioni, si procede all’introduzione dell’ago visualizzabile sullo schermo ecografico fino alla sede intrarticolare e, durante l’esecuzione, l’operatore segue momento per momento il percorso dell’ago nel suo intero tragitto, controllando l’immissione del farmaco in articolazione e l’uscita dell’ago fino alla fine della metodica. Nel caso di infiltrazione d’anca, il paziente esegue 10-15 minuti di blanda cyclette a sella alta ed a ruota libera per meglio distribuire il farmaco attorno alla testa femorale prima di eseguire i carichi di deambulazione.

Si avverte dolore?
La tecnica è ritenuta indolore, al massimo il paziente può avvertire un leggero fastidio durate il passaggio dell’ago ed una strana sensazione di rigonfiamentoquando s’inietta il prodotto nell’articolazione, ma il tutto solitamente ben sopportabile.

Occorre essere assistiti dopo il trattamento?
No, il paziente può tranquillamente tornare a casa senza problemi e non necessita di accompagnatore. Vengono consigliate 48/72 ore di riposo da carico articolare dopo ogni infiltrazione per evitare la possibile comparsa, sebbene in rari casi, di fastidio/dolore post infiltrazione.

Cosa viene iniettato nell’anca?
La tecnica d’anca prevede l’iniezione di acido ialuronico a peso molecolare adeguato al grado di coxartrosi, per garantire viscosupplementazione ed una blanda azione antiflogistica. Nell’anca non si usa il cortisone.

Ci possono essere reazioni allergiche all’acido ialuronico?
Ad oggi non sono note particolari e/o pericolose reazioni avverse all’acido ialuronico. L’unica attenzione va posta ai soggetti allergici a composti iodati usati come disinfettanti ed eventuali allergie note alla cresta del gallo.

Con quale periodicità si eseguono?
Le infiltrazioni vanno ripetute, in base alla gravità del problema, ogni 2, 4 o 6 mesi.

Quali sono le nuove frontiere della medicina infiltrativa rigenerativa?
Solo tramite le metodiche ecoguidate trovano applicazione le nuove recenti strategie infiltrative per le problematiche articolari e muscolo-tendinee, dove si utilizzano il PRP (Plasma ricco di piastrine) e/o le cellule staminali prelevate dal grasso addominale o periombelicale.

L’infiltrazione è una procedura mini-invasiva che comporta, sebbene raramente, possibili effetti collaterali e complicanze. Ci vogliono quindi “mani esperte”.

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