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Scoliosi: quando la schiena prende una brutta piega

Dott. Maurizio Piredda - Specialista in Ortopedia
Dott. Maurizio PIREDDA
 12 Marzo 2020

Scoliosi: quando la schiena prende una “brutta piega” - Dott. Maurizio Piredda

Circa il 2-3% degli adolescenti è colpito da scoliosi idiopatica, la percentuale si riduce a circa 0,1-0,3% per le curve più gravi (>30°Cobb).

La scoliosi è una patologia della schiena conseguenza di molti fattori, caratterizzata da una deviazione permanente laterale e rotatoria della colonna, da cui derivano alterazioni funzionali ed estetiche.

Qual è la forma più diffusa di scoliosi?
La scoliosi idiopatica o dell’adolescente è la più comune, rappresenta circa l’80% di tutte le scoliosi, e le donne sono cinque volte più colpite rispetto agli uomini.

Cosa la causa?
La patogenesi è genetica-multifattoriale ma fondamentalmente la causa è ancora sconosciuta. I fattori maggiormente incriminati però sono:

  • genetici-familiari
  • difetti delle piastrine
  • difetti di membrana delle cellule
  • anomalie della melatonina
  • anomalie del sistema nervoso centrale nel controllo neuromuscolare
     
Come si può fare per riconoscerla?
Il più delle volte la scoliosi è scoperta accidentalmente: dolore o disabilità funzionale sono rari nelle scoliosi idiopatiche.

Quali sono le principali caratteristiche della patologia?
Piccole asimmetrie delle spalle o del bacino, una linea a forma di S di processi spinosi, una scapola leggermente più prominente o un’asimmetria lombare dei triangoli della taglia può indicare la presenza di scoliosi. Il segno clinico più affidabile per la diagnosi della scoliosi è la presenza di una gobba (Gibbo) sul lato convesso della curva che si evidenza in flessione.

Esistono dei modi per prevenirla?
È praticamente impossibile una prevenzione primaria, perché la sua causa non è chiara. È invece fondamentale la prevenzione secondaria, cioè lo screening in età scolare primaria: quanto più è tempestiva la diagnosi, tanto maggiore è la possibilità di trattamento conservativo e minori saranno i casi che necessitano di chirurgia.

Come avviene la sua diagnosi?
La radiografia standard del rachide (schiena) in toto sotto carico (paziente in piedi) è ancora il gold standard degli studi di imaging. La radiologia valuta l’entità e la posizione della o delle curve, l’equilibrio spinale sul piano coronale e sagittale, l’equilibrio pelvico e delle spalle. Le radiografie dinamiche (Bandings in correzione e aggrava-mento) sono necessarie per determinare la rigidità della curva e per la pianificazione chirurgica.

Qual è il trattamento da seguire?
Il trattamento conservativo è destinato a controllare la progressione delle piccole curve, 10°-25° di uno scheletro non maturo, e consiste nell’osservazione (clinica/strumentale) e in fisioterapia mirata (ginnastica postulare).
Le curve di 25°-40° sono di solito trattate con i Busti Ortopedici, efficaci solo prima della maturità scheletrica.

Quando occorre intervenire chirurgicamente?
È indicato in curve superiori a 40°Cobb o in casi di rapida progressione nonostante il trattamento conservativo. L’obiettivo della chirurgia della scoliosi è quello di fermare la progressione e di correggere la deformità. L’artrodesi strumentata posteriore rimane ancora il trattamento di scelta e permette una correzione della deformità con il ripristino coronale e sagittale del rachide. La chirurgia della scoliosi, e delle deformità in generale, è considerata una chirurgia ad altissima specializzazione, che si avvale di strumentazioni molto avanzate che permettono la correzione della deformità, ed il contemporaneo monitoraggio neurofisiologico del sistema nervoso alloggiato all’interno del canale vertebrale.

 

Gli interventi di correzione della scoliosi devono essere eseguiti in Centri Specializzati in Chirurgia della Deformità, come la Casa di Cura Villa Maria di Padova.

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