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Gonfiore addominale: potrebbe essere la sindrome dell'intestino irritabile

Gonfiore addominale: potrebbe essere la sindrome dell'intestino irritabile

Il gonfiore addominale è spesso sintomo di un intestino irritato e un microbiota alterato.

Il gonfiore addominale, che si manifesta dopo i pasti, o la sera, ma inspiegabilmente anche lontano dai pasti, ci fa subito pensare di aver mangiato qualcosa che lo abbia causato. Solitamente si considerano responsabili i legumi o alcune varietà di brassicacee come cavolfiore, broccoli. In realtà più frequentemente il gonfiore addominale è sintomo di un intestino irritato.
 

Il gonfiore si manifesta accompagnato da dolore. Cosa comporta tutto ciò?

Spesso assieme al gonfiore, si affianca dolore e un alterato transito delle feci che porta a diarrea o stipsi. Si parla quindi di sindrome dell’intestino irritabile (IBS), le cui cause sono molteplici e spesso concomitanti. Prima di tutto uno stile di vita sregolato, pasti veloci ingurgitati in piedi, tanta ansia e stress. La qualità del cibo fa poi la differenza, così come l’abuso di farmaci. Quindi, per affrontare il problema, una volta escluse problematiche di tipo patologico, si potrà riportare in equilibrio l’ecosistema intestinale con un’alimentazione corretta e semplici regole comportamentali.


Cos'è la sindrome dell’intestino irritabile?

In condizioni normali l’intestino esercita un controllo attivo su ciò che transita nel lume e che deve essere assorbito, funziona cioè da barriera. Quando l’intestino è infiammato, si altera la permeabilità dell’epitelio che riveste l’intestino, si allentano le giunzioni fra una cellula e l’altra, si formano spazi dove possono passare molecole che si sottraggono al controllo e che dal lume permeano fino ai capillari dei villi intestinali e vengono riversate nella circolazione sanguigna. Una volta in circolo, attivano una risposta immunitaria.


Che cosa comporta questa reazione?

Dopo i primi sintomi, spesso non specifici come gonfiore, sensazione di peso o debolezza, la sollecitazione del sistema immunitario diventa l’elemento scatenante di varie problematiche e gradualmente allo sviluppo dei sintomi che possono interessare anche bersagli meno facilmente riconducibili alla dieta (crampi muscolari, dermatite, orticaria, acne, bronchiti ricorrenti, congestione nasale, cistiti croniche, cefalee, scarsa concentrazione, fatica cronica, sovrappeso). L'alterata permeabilità della barriera intestinale e causata anche dalla alterazione del microbiota intestinale, la comunità costituita prevalentemente da batteri, che colonizza e protegge il nostro apparato gastroenterico. Quando il microbiota è alterato, ossia cambiano la sua ricchezza e la diversità delle specie, si parla di disbiosi intestinale.


Quanto è importante il ruolo del microbiota per la salute del nostro intestino?

Il microbiota intestinale favorisce la corretta funzionalità del sistema immunitario da quando noi nasciamo:

  • aiuta a produrre alcune molecole essenziali come aminoacidi e vitamine
  • mantiene il nostro metabolismo in equilibrio, aiutando a prevenire disturbi come l'obesità e il diabete di tipo II
  • produce nutrienti e molecole antinfiammatorie utili alle cellule dell'epitelio intestinale
  • contribuisce la degradazione degli xenobiotici ossia di tutti quei composti estranei alla nutrizione nonché tossici come i pesticidi, gli additivi alimentari, ma anche gli antibiotici
  • produce molecole che influenzano il sistema nervoso centrale contribuendo così le nostre funzioni emotive e cognitive.


Cosa mangiare per il benessere dell'intestino?

Vorrei dire cosa vi sconsiglio di mangiare! Evitare gli additivi alimentari (in particolar modo gli emulsionanti e coloranti), gli antibiotici (spesso presenti nel cibo come pollame, uova e pesce di allevamento) e i pesticidi. Più il cibo è semplice e non processato, meglio starà il nostro intestino.

Per chi soffre di IBS la dieta dovrà essere personalizzata in base al tipo di microbioma, facendo attenzione, soprattutto in una fase iniziale, agli zuccheri fermentabili e latticini, che andranno reintrodotti pian piano.
La dieta dovrà essere varia e comprendere un adeguato apporto di acqua, di fibra, di proteine digeribili come quelle del pesce, di vitamine, minerali e antiossidanti di cui sono ricchi ad esempio i frutti rossi.

Per il benessere del nostro intestino, non dobbiamo preoccuparci solo di cosa mangiare, ma dobbiamo cercare di cambiare totalmente lo stile di vita. Conta molto la capacità di gestire lo stress che spesso somatizziamo nell’apparato gastrointestinale. È importante dormire bene ed abituarci a fare movimento ogni giorno, senza considerarlo una costrizione ma una piacevole necessità.

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