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Impotenza maschile: che fare?

Impotenza maschile: che fare?

Investighiamo le diverse tipologie di impotenza e le relative cause
Dott. Giovanni Drago

Per impotenza si intende la persistente o ricorrente impossibilità di raggiungere o di mantenere un’erezione adeguata fino al completamento dell’attività sessuale. 

Esiste una sola forma di impotenza?

Assolutamente no. Esistono più forme di impotenza che possia- mo classificare come psicogena, organica, mista e idiopatica.

Quali sono le cause del tipo psicogeno?

Differiscono nel caso si tratti di deficit erettivo psicogeno primario o secondario.
Tra le cause della forma primaria vi sono fattori predisponenti, che si sono verificati durante lo sviluppo psico-sessuale dell’individuo, e hanno creato una “vulnerabilità” tale da sviluppare disfunzione erettiva in futuro, come l’educazione restrittiva, le relazioni familiari disturbate, l’inadeguata informazione sessuale e le precoci relazioni sessuali “disturbate”.

Tra le forme secondarie, invece, possiamo citare la forma coniugale (da noia o abitudine), quella da disuso (astinenza prolungata), da divieto (sensi di colpa in ambito ideologico-religioso, ambiente socio-familiare, di costume), da spogliamento (erezione possibile se si è vestiti e impossibile nello stato di nudità), della luna di miele (riguarda la fatidica prima notte ed è collegata di solito, più che all’ansia, all’impreparazione), da probabilità (erezione evidente nella convinzione della totale e assoluta impossibilità del rapporto sessuale, assenza o scomparsa dell’erezione quando viene intravista o accertata la possibilità di un rapporto sessuale).

Quali sono le forme organiche della disfunzione erettile?

Le cause sono arteriose (arteriosclerosi generalizzata, malattie sistemiche quali diabete mellito di tipo 1 o 2, ipertensione arteriosa primitiva o secondaria, cardiopatia ischemica, cirrosi epatica, insufficienza renale cronica, dialisi).
Vanno anche incluse le forme iatrogene, dovute alla chirurgia aorto-iliaca, alla chirurgia vescicoprostatica, TURP, alla chirurgia addomino-perineale. Esistono anche delle cause di tipo venoso quali l’invecchiamento (ischemia dell’albuginea, la malattia di La Peyronie).

Si hanno anche casi di natura endocrina caratterizzate da ipogonadismo. Fra le forme neurogene vanno ricordate il morbo di Parkinson, lesioni del midollo spinale, sclerosi multipla, neuropatie da alcolismo, erniazione dei dischi intervertebrali.

La forma mista, invece, quando si verifica?

È tipica di uomini affetti da diabete mellito o da ipertensione arteriosa, che vanno incontro a conflitti coniugali o a depressione e che sono forti fumatori.

La forma idiopatica, invece, si verifica nelle persone anziane, che spesso subiscono commenti negativi sul loro declino erettivo da parte della loro partner.

Che fare quando si manifesta questo disturbo?

Raccogliere una precisa anamnesi sessuale passata ed attuale dell’individuo o della coppia. Tutte queste forme condividono un sentiero finale comune: l’ansia da prestazione. Questa componente emozionale deriva dall’atteggiamento cognitivo dell’uomo di fronte al suo pene che non collabora. In tanti casi l’impotenza è espressione di un deterioramento della relazione coniugale, oppure la conseguenza di un divorzio, di una infedeltà e, talvolta, è espressione di un desiderio sessuale ipoattivo.

A quale terapia si può ricorrere?

Le terapie sono diverse a seconda del tipo di impotenza. Va evitato il “fai-da-te”, in quanto talvolta l’impotenza rappresenta un significativo campanello d’allarme di importanti condizioni di salute sottostante, in particolare concernenti il sistema cardiovascolare.
Nelle forme organiche e miste si ricorre alla terapia medica o all’iniezione intracavernosa di prostaglandina. Nella forma psicogena, si ricorre alla psicoterapia sessuale mansionale individuale o di coppia; in quella idiopatica delle persone anziane è utile, prima di procedere a una scelta terapeutica, sostenere un counseling sessuologico. Esistono altre forme di terapia più invasive quali l’utilizzo del vacuum device, la terapia con ultrasuoni (ancora in fase di analisi) e, nei casi estremi, la terapia chirurgica (inserzione di protesi peniene o correzione di anomalie vascolari).
 

Tutte le forme di impotenza sono accomunate dall’ansia da prestazione.

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