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La medicina rigenerativa per il trattamento delle patologie della caviglia

La medicina rigenerativa per il trattamento delle patologie della caviglia

Il gel piastrinico e le cellule mesenchimali sfruttano la loro azione antinfiammatoria e rigenerativa per velocizzare la guarigione dei tessuti.

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Le patologie muscolo-scheletriche sono indubbiamente una delle principali cause di dolore e limitazione funzionale per il paziente. La scarsa capacità di autoriparazione che hanno questi tessuti, risulta una vera sfida da un punto di vista clinico.

1 Cos’è la medicina rigenerativa?

La medicina rigenerativa o “Ortobiologia” è una scienza che sfrutta lo stimolo rigenerativo delle cellule mesenchimali (cellule non specializzate da cui originano tutti i tessuti del corpo umano) oppure dei fattori di crescita. Rappresenta non solo una valida alternativa terapeutica, ma anche un supporto per alcuni interventi chirurgici, velocizzandone la guarigione.

Storicamente, il primo trattamento di medicina rigenerativa introdotto è stato il PRP (gel o concentrato piastrinico), mentre ad oggi sono disponibili anche soluzioni a base di cellule mesenchimali.

2 Come si ottiene il gel piastrinico o il concentrato di cellule mesenchimali?

Il gel o concentrato piastrinico o PRP (acronimo inglese per “Platelet Rich Plasma”) viene estratto mediante centrifugazione da un semplice prelievo di sangue. Il preparato a base di plasma sarà liquido o in forma più densa a seconda della quantità e del grado di concentrazione delle piastrine.

L’aspirato midollare è una fonte di cellule mesenchimali nota da sempre. Può essere prelevato anche da calcagno e tibia, ma la sede che permette una maggiore quantità di cellule mesenchimali rimane l’ala iliaca. La tecnologia oggi ci permette di eseguire un prelievo di buona qualità, riducendo al minimo l’invasività della procedura.

La frazione stromale del grasso è un tessuto isolabile dal grasso con diverse metodiche (alcune tecnologie utilizzano un processo di filtrazione o centrifugazione). Il tessuto adiposo o grasso viene prelevato dal paziente in anestesia locale dall’addome o dall’interno coscia, tramite una cannula (come nel caso della liposuzione estetica).

3 Chi sono i candidati ideali?

La medicina rigenerativa sfrutta il potenziale rigenerativo che sarà maggiore quanto più il paziente è giovane. Nel paziente con più di 60 anni si perde progressivamente tale effetto, sebbene persista un’azione antinfiammatoria. Per questo motivo i trattamenti possono essere prescritti anche per questa categoria di pazienti, selezionandoli in maniera accurata.

4 Esistono trattamenti di medicina rigenerativa meno correlati all’età del paziente?

Vari studi scientifici hanno dimostrato che le cellule mesenchimali della frazione stromale del grasso risultano essere meno soggette all’invecchiamento rispetto a quelle prelevate dal midollo osseo. Questo permette, in linea teorica, di ampliare l’utilizzo delle frazione stromale del tessuto adiposo ad un numero di pazienti maggiore, anche se tale vantaggio è stato dimostrato solo in laboratorio, mentre nella pratica clinica non vi sono a oggi evidenze scientifiche.

5 Quali sono le applicazioni?

L’utilizzo di metodiche di medicina rigenerativa nel distretto anatomico del piede e della caviglia è aumentato, come del resto negli altri distretti anatomici. Le tendinopatie (in particolare modo della fascia plantare e del tendine d'Achille) e l’artrosi sono le patologie in cui più frequentemente si utilizzano queste metodiche.

Le tendinopatie dell’Achille sono suddivise in inserzionali e non inserzionali. Le tendinopatie non inserzionali sono caratterizzate dalla degenerazione del tendine (dolore e gonfiore si manifesta a metà del tendine tra giunzione miotendinea e calcagno), che lo espone ad aumentato rischio di rottura. In letteratura, non sono state riscontrate differenze in termini di efficacia nell’utilizzo del PRP o della frazione stromale del grasso per ridurre il dolore o il rischio di rottura, sebbene si sia riscontrato un vantaggio nella velocità di risposta del “grasso” rispetto al tradizionale PRP.

La fascite plantare è la causa più frequente di dolore al tallone, secondaria a infiammazione e degenerazione della fascia plantare per microtraumi ripetuti. Nel momento in cui il trattamento conservativo fallisce (in circa il 10-15% dei casi), le opzioni della medicina rigenerativa, in particolare il gel piastrinico, rappresentano una buona alternativa, con efficacia e durata superiori rispetto alle classiche infiltrazioni locali di corticosteroidi.

Un discorso a parte deve essere fatto per l’artrosi della caviglia e del piede, una malattia degenerativa che coinvolge cartilagine, osso e tessuti molli (capsula, legamenti, muscoli e tendini). Proprio per questo coinvolgimento non selettivo di tali strutture, le soluzioni di medicina rigenerativa possono stimolare i tessuti in questione, ma non hanno la capacità di rigenerare un’intera articolazione malata. Pertanto, in casi selezionati possono determinare un transitorio miglioramento della sintomatologia mediante un effetto prevalentemente anti infiammatorio e solo parzialmente rigenerativo, che ritarda la necessità di intervento chirurgico.

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