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La sindrome del tunnel carpale: cause, sintomi e cure

La sindrome del tunnel carpale: cause, sintomi e cure

Formicolio notturno alla mano, dolore e perdita della forza possono essere segnali della sindrome del tunnel carpale, ne parliamo con il Dott. Paolo Cortese, chirurgo ricostruttivo specializzato in Chirurgia della mano.

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La sindrome del tunnel carpale è la patologia più diffusa che coinvolge le mani e gli arti superiori, in particolare si manifesta nelle donne, in gravidanza e menopausa, e nella popolazione over 60, tra la quale può raggiungere un’incidenza del 20%.
Colpisce anche alcune categorie di lavoratori, soprattutto nel settore manifatturiero che svolgono movimenti ripetitivi, come gli addetti all’avvitamento, i musicisti e gli sportivi.

1 Cos’è la sindrome del tunnel carpale?

Si tratta della neuropatia (sofferenza nervosa) dovuta alla compressione del nervo mediano a livello del canale del carpo.
Quest’ultimo è un canale costituito da un pavimento osseo e da un tetto fibroso normalmente presente a livello del polso il quale serve a incanalare tutti i tendini della mano, dall’avambraccio verso le dita. 

Il nervo mediano, responsabile della sensibilità delle prime tre dita della mano e di metà dell’anulare, corre in questo angusto spazio assieme ai tendini e può risultare intrappolato al suo interno. Lo schiacciamento del nervo determina una progressiva comparsa di formicolii alla mano e in un secondo momento lo sviluppo di disturbi anche motori con perdita dell’opposizione del pollice e riduzione della forza

È importante sapere che il danno subito dal nervo nella compressione è in parte definitivo e non completamente reversibile.

2 Le cause principali

Possono essere molteplici e in generale si tratta della classica patologia multifattoriale in cui concorrono diversi elementi.
Tra le cause più comuni vi sono: 

  • fattori occupazionali (legati al tipo di attività lavorativa svolta)
  • fattori anatomici  
  • fattori ormonali

Si tratta anche di una patologia con carattere di familiarità: ad esempio un polso particolarmente “stretto” può essere un fattore predisponente alla malattia, oppure un’attività lavorativa che preveda l’impiego di strumenti vibranti, particolarmente intensa e con movimenti ripetitivi.
Allo stesso tempo è una patologia che molto spesso si riscontra nelle donne in età menopausale o sottoposte a terapia ormonale.

In ultimo vi possono anche essere masse occupanti spazio all’interno del canale che comprimendo il nervo provocano i disturbi.

3 Tunnel carpale: la sintomatologia

I classici sintomi includono il formicolio notturno o al risveglio con localizzazione a livello delle prime dita della mano. Questo formicolio può comparire anche in attività particolari come ad esempio quando si va in bicicletta, in moto o si legge una rivista.

All’inizio i sintomi sono limitati ad alcuni momenti della giornata e sono completamente reversibili. Questo spesso illude che si possa trattare di un disturbo passeggero e porta a sottovalutare la condizione. 

Con il tempo il nervo subisce un danneggiamento che comporta un peggioramento sia sull’intensità dei sintomi sia sulla loro frequenza.
Nelle forme gravi il formicolio è sempre presente e il dolore diventa costante.

4 Gli esami diagnostici

L’esame clinico e l’analisi dei sintomi è sufficiente per la diagnosi. Volendo conoscere il livello di sofferenza del nervo e il danno subito da quest’ultimo viene normalmente eseguito l’esame elettromiografico

L’esito permette di capire se sia arrivato il momento di intervenire chirurgicamente ed inoltre permette di prevedere in che misura vi sarà un recupero dopo la liberazione del nervo.
Negli ultimi tempi sta prendendo piede anche l’esecuzione dell’esame ecografico eseguito direttamente dal neurologo anche se il suo impiego su larga scala è ancora ridotto.

5 Il trattamento conservativo

Nelle primissime fasi di sofferenza e con esame elettromiografico indicativo di un nervo ancora in ottime condizioni, vi è spazio per i trattamenti non chirurgici. 

L’impiego di tutori specifici, terapie locali, mobilizzazioni articolari e manipolazioni può aiutare a fare regredire la tendinite dei flessori che spesso provoca un aumento del volume dei tendini responsabile a sua volta della riduzione dello spazio disponibile per il nervo a livello del polso. 

L’impiego di nutriceutici (integratori) può fornire alle cellule nervose i nutrienti necessari a fronteggiare una fase transitoria di stress e migliorare i sintomi. 

L’impiego delle infiltrazioni di cortisone, spesso caratterizzate da un effetto benefico solo temporaneo nell’ordine di qualche mese, presenta ad oggi un ruolo limitato grazie alla diffusione di metodiche chirurgiche mini invasive le quali permettono di risolvere in maniera definitiva la problematica a fronte di un periodo di prognosi estremamente contenuto.

6 L’intervento chirurgico

Quando il nervo inizia a presentare una sofferenza, anche lieve, documentata dall’esame elettromiografico è universalmente riconosciuto dalla letteratura internazionale che l’unico trattamento definitivo della sindrome del canale carpale rimane la decompressione chirurgica

Si tratta di sezionare il tetto fibroso del canale in modo da aumentare lo spazio disponibile e risolvere l’intrappolamento del nervo.
La metodica migliore per eseguire la procedura è quella endoscopica. Con questa tecnica il chirurgo vede all’interno del canale la situazione senza bisogno di “aprire” il palmo e tutti i muscoli presenti sopra il legamento. 

Il gesto chirurgico è di circa 2 minuti e la minore invasività permette di muovere subito la mano senza compromettere il buon esito dell’operazione. Inoltre questa metodica permette un migliore recupero della forza. I chirurghi con esperienza di molti anni in questa tecnica eseguono l’intervento su entrambe le mani contemporaneamente. L’intervento risolve da subito il dolore e le parestesie notturne. Altri sintomi come mancanza di sensibilità e forza possono essere recuperati nel tempo in funzione dello stadio iniziale della patologia.

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