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Chirurgia refrattiva: tecnica PRK, FEMTOLASIK e SMILE

Chirurgia refrattiva: tecnica PRK, FEMTOLASIK e SMILE

La chirurgia refrattiva utilizza diverse tecniche per correggere i difetti della vista o particolari condizioni patologiche che interessano la superficie oculare.

Ci sono numerose tecniche che da molti anni vengono utilizzate per correggere i difetti visivi. Facciamo un po’ di chiarezza e capiamo insieme al Dott. Giancarlo Caprioglio, pioniere di queste tecniche, le differenze e le peculiarità di ciascuna. 
 

Cos'è la tecnica laser PRK?

La PRK è stata la prima procedura ad utilizzare il laser ad eccimeri per trattare gli errori di rifrazione, e ancora oggi rappresenta l'approccio di elezione per alcuni pazienti. Una volta che la curvatura della cornea è corretta chirurgicamente, permette di focalizzare meglio la luce sulla retina, fornendo una visione decisamente più chiara. 

Durante la cheratectomia fotorefrattiva (PRK), il laser rimuove per ablazione, cioè mediante vaporizzazione, minuscoli frammenti di tessuto dallo stroma corneale, nella parte anteriore dell'occhio, appena sotto l'epitelio. A differenza della tecnica LASIK, il chirurgo non ha bisogno di creare un lembo di tessuto, ma è in grado di applicare il laser direttamente sulla superficie anteriore dell'occhio, dopo la rimozione dell'epitelio per ottenere l'effetto desiderato.

La PRK è più adatta ai pazienti con cornee sottili o che presentano particolari anomalie corneali, dove usare un microcheratomo potrebbe non rappresentare la scelta migliore. 

 

Quali sono i vantaggi della tecnica FEMTOLASIK? 

È un intervento rapido, praticamente indolore che permette tempi di recupero decisamente veloci. È adatta in particolare modo alla correzione dell’ipermetropia, astigmatismo, miopia

Questa tecnica consiste nella sezione di un lembo corneale delle dimensioni di 110-160 micron, fatta tramite un laser a femtosecondi, che ne permette il sollevamento per poi procedere al suo rimodellamento con un laser a eccimeri. Non sono necessarie incisioni con bisturi, bendaggi e il recupero visivo avviene in poche ore: si inizia con l’applicazione di un collirio anestetizzante, si procede con l’intervento, dopodiché il paziente può riprendere le normali attività quotidiane coadiuvato dall’assunzione di colliri antibiotici e lacrime artificiali che aiutano la cicatrizzazione. 

La FEMTOLASIK ha ormai superato l’uso del microcheratomo (utilizzato invece nella tecinca LASIK), strumento chirurgico dotato di una lama circolare utilizzato per l’incisione della cornea: grazie alla precisione del laser, il medico può ottenere un taglio uniforme e meno profondo che riduce sensibilmente le complicazioni post operatorie. 

 

Invece, la tecnica SMILE a chi è consigliata? 

Si utilizza principalmente per curare i difetti refrattivi in pazienti che presentano cornea sottile o sindrome da occhio secco per i quali il laser non sarebbe indicato.
Questo intervento prevede l’utilizzo di un unico laser a femtosecondi rendendo non necessaria l’incisione della cornea per ottenere il flap: il medico ricava e asporta un lenticolo di tessuto corneale permettendo così il rimodellamento della curva e la correzione del difetto visivo. 

Il vantaggio di questa tecnica, sebbene l’intervento sia più lungo rispetto a quelli precedentemente descritti, sta nella preservazione delle terminazioni nervose della cornea, che, se compromesse, potrebbero causare una diminuzione della produzione lacrimale.

La tecnica SMILE si adatta particolarmente ai pazienti che praticano sport da contatto grazie all’assenza di incisioni che eliminano il rischio di una riapertura della ferita. 

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