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Crioconservazione degli ovociti

Crioconservazione degli ovociti

Durante un percorso di PMA alle coppie infertili si propone, sempre più spesso, la crioconservazione dei gameti femminili.

La fertilità femminile è strettamente correlata all'età riproduttiva e declina ben prima dell'inizio delle irregolarità mestruali che precedono la menopausa. In particolare, le donne con più di 35 anni dovrebbero disporre di una diagnosi e di un trattamento tempestivi, rivolgendosi ad un medico esperto in problematiche della fertilità e farsi prescrivere gli esami.
 

Le indagini per la valutazione della fertilità

Innanzitutto gli esami del sangue per identificare eventuali squilibri ormonali, con dosaggio degli ormoni: FSH (ormone follicolo-stimolante), LH (ormone luteinizzante), estradiolo e prolattina. L’integrazione del dosaggio dell’AMH (ormone antimulleriano) garantisce maggiore attendibilità.

Nel caso di 2 o più aborti pregressi, viene indicato un accertamento approfondito relativo ad autoimmunità o coagulazione. Per supportare il dato ormonale, è in ogni caso richiesta un’ecografia trans-vaginale con conta dei follicoli antrali.
 

La situazione seminale del partner

Certo, è sempre indispensabile. Può essere effettuata mediante una semplice raccolta seminale con esame macroscopico iniziale e successiva analisi microscopica ma, per una maggiore attendibilità, è consigliata la valutazione di 2 raccolte, ravvicinate nel tempo. La situazione seminale può condizionare la scelta dell’approccio terapeutico da consigliare alla coppia. Una condizione di normospermia o un fattore maschile lieve consentono a una donna in giovane età di ricorrere inizialmente a tecniche meno invasive, come l’inseminazione intrauterina semplice (IUI).
 

La crioconservazione degli ovociti

Alle coppie infertili, nel corso di una procedura di PMA in vitro, la crioconservazione di ovociti viene proposta quando vi siano ovociti maturi in più rispetto a quelli dedicati alla procedura di fecondazione. Questa procedura permette un’eventuale successiva gravidanza senza sottoporsi nuovamente alla stimolazione per la crescita follicolare multipla, oltre che di affrontare con successo problemi legali, etici e morali legati alla crioconservazione degli embrioni. I risultati biologico/clinici sono quasi sovrapponibili a quelli della crioconservazione embrionaria, con un 20,1% e 25,9% di gravidanze cliniche su embriotransfer, rispettivamente (Report ISS, 26 giugno 2015). Ad oggi, a seguito dell’applicazione di questa tecnica, più di 1.500 bambini sono nati in Italia. Viene proposta con successo anche nei casi di pazienti oncologiche o con patologie iatrogene, per preservarne la capacità riproduttiva.

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