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Fecondazione assistita e patologie dell'endometrio

Fecondazione assistita e patologie dell'endometrio

L'importanza della valutazione dell'endometrio per capire le difficoltà riproduttive e il fallimento della PMA

Negli ultimi anni abbiamo asisitito ad un notevole progresso nelle tecnologie a servizio dei laboratori dei centri di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), così come ad una costante evoluzione nelle terapie mediche finalizzate alla PMA. Ciò ha consentito un significativo incremento dei tassi di successo delle tecniche, con una riduzione dei rischi per la salute delle coppie in trattamento.

Quali sono le probabilità di concepimento? 

La più recente letteratura scientifica stima che una blastocisti (cioè un embrione in quinta/ sesta giornata di sviluppo) con normale corredo cromosomico abbia una probabilità d’impianto variabile tra il 45 ed il 65%. Un dato che percentualmente rassomiglia alla probabilità di indovinare la faccia giusta di una monetina prima di lanciarla.

Seguendo le leggi della statistica, all’aumentare del numero dei lanci della monetina, le probabilità di indovinare almeno una volta la faccia giusta prima del lancio aumenta progressivamente. Similmente in PMA, con l’aumentare del numero delle procedure, si assiste ad un aumento delle probabilità di concepimento. 

Quali sono le ragioni del fallimento della PMA? 

Recenti studi scientifici suggeriscono che fino al 50% dei difetti d’impianto possa essere attribuibile all’incapacità dell’utero di accogliere l’embrione trasferito al suo interno.
Aldilà di alcune patologie dell’utero ed alcuni difetti congeniti (ad esempio malformazioni) potenzialmente riconoscibili con tecniche diagnostiche non invasive (ecografia bidimensionale e tridimensionale, risonanza magnetica nucleare), l’attenzione dei medici della riproduzione si sta sempre più concentrando su talune condizioni patologiche caratterizzate da “un’alterata recettività dell’endometrio”, ossia un’alterata capacità dell’endometrio di recepire l’embrione. 

Cos'è l'endometrio?

L’endometrio è la mucosa che riveste la cavità uterina, dunque la prima interfaccia materna che incontra l’embrione dopo il transfer intrauterino. Tale tessuto ha una funzione estremamente complessa e svolge un ruolo attivo nella riproduzione, poiché deve consentire l’adesione, l’ancoraggio e l’invasione dell’embrione affinché il concepimento si verifichi correttamente. 

Sebbene molte funzioni dell’endometrio nella riproduzione sono ancora da chiarire, oggi sappiamo che esistono talune patologie dell’endometrio (polipi, condizioni infiammatorie o alterazioni strutturali) che possono essere strettamente associate ad un’alterata “recettività endometriale”. 

Come avviene la diagnosi delle patologie dell’endometrio? 

Sono potenzialmente diagnosticabili attraverso l’uso dell’isteroscopia, una procedura diagnostica mini-invasiva che può essere eseguita in regime ambulatoriale.

Tale esame permette inoltre l’esecuzione di biopsie endometriali mirate (prelievi di frammenti di tessuto che vengono sottoposti ad una valutazione anatomo-patologica) per l’identificazione al microscopio di patologie dell’endometrio. In particolare, studi recenti si sono focalizzati sui potenziali effetti negativi dell’endometrite cronica sull’impianto (e sulle implicazioni positive di un’eventuale cura).

Tale patologia, ancora troppo spesso misconosciuta, è oggi diagnosticabile attraverso l’utilizzo di colorazioni immunoistochimiche specifiche su frammenti di tessuto endometriale. 

Ci sono altri metodi per valutare la recettività dell’endometrio? 

Sì, oltre alla valutazione macroscopica e microscopica dell’endometrio, sono stati recentemente proposti su scala internazionale dei test che valutano l’espressione di specifici “cluster genici” coinvolti nella “recettività endometriale”.
Tali test si basano su tecniche di biologia molecolare, e vengono effettuati su frammenti di tessuto che possono essere prelevati semplicemente attraverso delle sottili cannule da biopsia. 

Quando vengono effettuati questi test? 

I test di recettività endometriale vengono effettuati in uno specifico momento del ciclo spontaneo, o di un ciclo con preparazione farmacologica, qualche mese prima dell’eventuale embrio-transfer. Il loro scopo è quello di valutare lo stadio maturativo dell’endometrio rispetto alla finestra temporale ideale per l’impianto embrionario, in modo da guidare sul timing migliore in cui effettuare l’embrio-transfer. Sebbene tali test non siano ancora oggetto di raccomandazioni da parte delle società scientifiche internazionali, alcuni studi di settore hanno mostrato un loro possibile effetto positivo sui tassi di successo della PMA, in special modo nelle coppie con plurimi fallimenti da PMA. 

In quali casi vengono effettuati? 

Tali test diagnostici vengono proposti in casi selezionati, previa valutazione clinica e discussione con la coppia.

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