Acido polilattico viso: cos’è, a cosa serve e quando si vedono i risultati
In uso da più di vent'anni per la medicina estetica, l'acido polilattico è un vero e proprio ricostituente del tessuto connettivo che rimpolpa i tessuti cadenti.
Nei trattamenti di medicina estetica, l’acido polilattico si affianca all’acido ialuronico per migliorare la qualità dei tessuti di viso e corpo, con un risultato naturale e un progressivo effetto lifting. A differenza dei filler volumizzanti tradizionali, il suo utilizzo si basa su un principio diverso: non riempire, ma stimolare i meccanismi biologici della pelle.
Negli ultimi anni, l’interesse verso l’acido polilattico è tornato a crescere, anche grazie a una maggiore comprensione del suo meccanismo d’azione e a tecniche iniettive sempre più raffinate, che ne hanno migliorato efficacia e sicurezza.
Indice
1 Cos’è l’acido polilattico
L’acido polilattico (PLA) è un polimero sintetico dell’acido lattico, utilizzato da oltre vent’anni in ambito medico. In medicina estetica è impiegato sotto forma di biostimolante iniettabile, completamente biodegradabile e biocompatibile.
Una delle formulazioni più conosciute è Sculptra® Aesthetic, autorizzata in Europa per l’uso estetico da oltre due decenni. Dopo l’iniezione nei tessuti, l’acido polilattico viene progressivamente riassorbito nell’arco di circa 18–20 mesi, motivo per cui viene correttamente classificato come filler biologico riassorbibile e non come filler semipermanente, come talvolta riportato in modo improprio.
Dal punto di vista immunologico, la molecola è inerte, con un rischio molto basso di reazioni allergiche.
2 Acido polilattico: filler o biostimolante?
È importante chiarire un aspetto fondamentale: l’acido polilattico non è un filler tradizionale. Non agisce creando volume immediato, ma stimolando la pelle a rigenerarsi.
Una metafora efficace per comprenderne il funzionamento è questa:
- il filler all’acido ialuronico può essere paragonato a un “sostegno temporaneo”, che riempie e solleva i tessuti
- l’acido polilattico, invece, lavora come una ristrutturazione interna, rinforzando le “strutture portanti” della pelle.
Una volta iniettate nel derma profondo, le microparticelle di acido polilattico stimolano i fibroblasti, inducendoli a produrre nuovo collagene. Questo processo, noto come neocollagenesi, porta a un ispessimento progressivo del derma e a un miglioramento della qualità del tessuto sottocutaneo.
Quando la sostanza viene completamente riassorbita, il collagene neoformato rimane, garantendo risultati che possono persistere fino a 30–36 mesi.
3 A cosa serve l’acido polilattico nel viso
Nel viso, l’acido polilattico viene utilizzato per:
- contrastare la perdita di tono e compattezza cutanea
- migliorare la qualità globale della pelle
- ridare sostegno ai tessuti svuotati dal tempo
- ottenere un ringiovanimento graduale e naturale.
Il suo punto di forza è la capacità di ringiovanire intere aree, piuttosto che correggere singole rughe o volumi in modo localizzato. Il risultato non è artificiale né immediato, ma progressivo e armonico.
4 Quando si vedono i risultati dell’acido polilattico
Uno degli aspetti più importanti da comprendere è che i risultati non sono immediati. Dopo la seduta può essere presente un lieve effetto correttivo transitorio, legato all’edema post-iniettivo, ma il vero miglioramento si manifesta nel tempo.
In genere:
- i primi cambiamenti iniziano a essere percepibili dopo 4–6 settimane
- il risultato continua a migliorare nei mesi successivi, in base alla risposta individuale
- il protocollo prevede solitamente 2–4 sedute, distanziate nel tempo, in funzione dell’obiettivo estetico e delle caratteristiche del paziente.
Questa gradualità rappresenta uno dei motivi per cui l’acido polilattico è apprezzato da chi desidera un effetto naturale e non evidente.
5 In quali aree viene utilizzato
L’acido polilattico trova indicazione in diverse aree del viso e del corpo.
Viso
- guance e regione zigomatica
- area periorale
- zone soggette a lassità e svuotamento.
Corpo (usi off-label)
- interno braccia (regione del tricipite)
- interno cosce
- area delle ginocchia
- regione glutea, per un miglioramento qualitativo dei tessuti.
In tutte queste sedi, l’obiettivo non è creare volume artificiale, ma migliorare la struttura e la compattezza del tessuto.
6 Differenze tra acido polilattico e acido ialuronico
La principale differenza tra acido polilattico e acido ialuronico riguarda il meccanismo d’azione.
L’acido ialuronico agisce per riempimento e idratazione, con un effetto visibile immediato.
L’acido polilattico ha un’azione qualitativa, basata sulla stimolazione del collagene.
La sua efficacia non dipende dalla quantità di prodotto iniettato, ma dalla risposta biologica del tessuto. Per questo motivo viene spesso definito un ricostituente del tessuto connettivo, capace di restituire compattezza, elasticità e morbidezza al tatto.
Il risultato finale è un ringiovanimento globale, accompagnato da un effetto lifting progressivo e naturale.
7 È possibile associare l’acido polilattico ad altri trattamenti?
Sì. L’acido polilattico può essere inserito all’interno di un percorso combinato di medicina estetica. A distanza di almeno due mesi dalle iniezioni, non è controindicato ricorrere:
- al filler all’acido ialuronico
- ai fili di trazione
- altre metodiche complementari.
con l’obiettivo di ottimizzare e rifinire il risultato ottenuto con la biostimolazione.
La scelta delle associazioni e delle tempistiche deve sempre avvenire dopo una valutazione medica personalizzata.
8 FAQ – Domande frequenti sull’acido polilattico
L’acido polilattico è un filler permanente?
No. È un filler biologico riassorbibile: viene degradato dall’organismo nel tempo.
Quanto dura l’effetto dell’acido polilattico?
Il collagene stimolato può mantenersi fino a 30–36 mesi, variabili in base al paziente.
Quante sedute di acido polilattico sono necessarie?
In genere da 2 a 4 sedute, in base all’obiettivo e alla risposta individuale.
L’effetto è immediato?
No. Il miglioramento è graduale e si manifesta nelle settimane e nei mesi successivi.
Può essere combinato con altri filler?
Sì, rispettando le corrette tempistiche e le indicazioni del medico.
Fabrizio Viezzoli
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