La dieta chetogenica VLCKD
Un protocollo nutrizionale a bassissimo apporto calorico, da seguire solo sotto controllo di un sanitario specialista: come funziona, com'è strutturato, a chi è indicato e quando è controindicato.
La VLCKD è una delle forme di dieta chetogenica più utilizzate oggi nei percorsi medici di riduzione del peso. Proprio perché è molto diffusa, circolano online schemi, menu e programmi "pronti" che la presentano come una dieta da seguire in autonomia. Non lo è: è una terapia nutrizionale con indicazioni e controindicazioni precise, che va prescritta e seguita da un medico.
Per un quadro generale su che cos'è la dieta chetogenica e in quali patologie viene impiegata, leggi la nostra guida alla dieta chetogenica.
Indice
1 Che cos'è la VLCKD
VLCKD è l'acronimo di Very Low Calorie Ketogenic Diet, cioè dieta chetogenica a bassissimo contenuto calorico. È un protocollo che unisce due elementi: un apporto calorico giornaliero molto ridotto, in genere inferiore alle 800 kcal, e una riduzione dei carboidrati tale da portare l'organismo in chetosi.
È diversa dalla dieta chetogenica classica, nata negli anni Venti del Novecento per il trattamento dell'epilessia: quella è ricca di grassi e può avere un apporto calorico normale. La VLCKD, invece, è una dieta ipoglucidica e ipolipidica (povera sia di carboidrati sia di grassi), mentre è normoproteica e utilizza proteine ad alto valore biologico per proteggere la massa muscolare.
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VLCD, VLCKD, VLEKT: come orientarsi tra le sigle Con VLCD (Very Low Calorie Diet) si intende una dieta fortemente ipocalorica, che non è necessariamente chetogenica. Quando alla riduzione delle calorie si somma quella dei carboidrati, tale da indurre la chetosi, si parla di VLCKD. Nel 2024 un panel di esperti della Società Italiana di Nutraceutica (SINut) e dell'Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI) ha proposto di chiamarla VLEKT (Very Low-Energy Ketogenic Therapy), perché nella sigla VLCKD la lettera "C" può essere letta sia come calorie sia come carboidrati. Non cambia il protocollo, cambia il nome. Ma il passaggio dice qualcosa: la parola "dieta" viene sostituita dalla parola "terapia". |
2 Come funziona
Quando i carboidrati introdotti con l'alimentazione scendono sotto una certa soglia, l'organismo esaurisce le riserve di zuccheri e comincia a produrre, nel fegato, i corpi chetonici a partire dai grassi. Questi diventano la principale fonte di energia: è lo stato che si chiama chetosi.
Nella VLCKD la chetosi ha due effetti che la rendono utile in ambito clinico. Il primo è che l'organismo utilizza come carburante il proprio tessuto adiposo. Il secondo è che i corpi chetonici tendono a ridurre il senso di fame e di stanchezza e danno un buon effetto sul tono dell’umore, e questo rende sostenibile un apporto calorico così basso.
La chetosi indotta dalla dieta è una condizione fisiologica e controllata. Non va confusa con la chetoacidosi, una complicanza grave che può presentarsi per esempio nel diabete scompensato.
3 A chi è indicata
Secondo le linee guida europee e il documento di consenso della Società Italiana di Endocrinologia, la VLCKD è indicata principalmente:
- nelle persone con obesità
- nel sovrappeso anche in pazienti con patologie come il diabete di tipo 2, l'ipertensione, le dislipidemie o la sindrome metabolica
- in alcune situazioni in cui una riduzione del peso in tempi definiti ha un valore clinico, per esempio nella preparazione a un intervento di chirurgia bariatrica oppure preparatoria ad un intervento chirurgico dove i paziente deve diminuire il peso ma non potendo camminare trova difficoltà.
L'indicazione non dipende solo dal peso: la pone lo specialista dopo una valutazione complessiva, che tiene conto della storia clinica, delle terapie in corso e della motivazione della persona ad affrontare un percorso di questo tipo.
4 Controindicazioni: chi non deve farla
La VLCKD è controindicata, in alcuni casi come:
- in gravidanza e durante l'allattamento
- nei bambini e negli adolescenti sotto i 15 anni (in questi ultimi va valutata attentamente la necessità)
- nel diabete di tipo 1 e nelle forme di diabete in cui il pancreas non produce più insulina a sufficienza
- nelle persone in terapia con alcuni farmaci per il diabete, come le gliflozine (inibitori SGLT2), per il rischio di chetoacidosi
- in caso di insufficienza renale, epatica, cardiaca o respiratoria
- dopo un infarto o un ictus recenti, o in presenza di aritmie o angina instabile
- nei disturbi del comportamento alimentare e in alcuni disturbi psichiatrici
- nell'abuso di alcool o di sostanze
- nelle persone anziane fragili o già malnutrite.
È anche per questo che la VLCKD non si improvvisa: alcune di queste condizioni possono essere escluse solo con una visita e con gli esami.
5 Prima di iniziare: visita ed esami
Il percorso comincia con una visita medica, che comprende la storia clinica e alimentare, la valutazione delle terapie in corso e la misurazione della composizione corporea, per esempio con la bioimpedenziometria.
Di solito vengono richiesti esami del sangue e delle urine che valutano, tra l'altro, la glicemia, la funzione dei reni e del fegato, gli elettroliti, l'acido urico e il profilo lipidico. Gli stessi parametri vengono poi ricontrollati durante il protocollo.
6 Lo schema della VLCKD: le fasi del protocollo
La VLCKD non è un regime da seguire a tempo indeterminato: è un percorso a fasi, al termine del quale si torna gradualmente a un'alimentazione equilibrata. Le linee guida descrivono una struttura in più fasi; la tabella ne dà un quadro generale.

La durata di ciascuna fase non è fissa. La fase in chetosi dura in genere a seconda dell’obiettivo stabilito con lo specialista e prosegue finché non si raggiunge buona parte dell'obiettivo stabilito con il medico; la reintroduzione e il mantenimento hanno tempi propri. Per questo non esiste una VLCKD "di 21 giorni" valida per tutti.
Uno schema, non un piano alimentare
Quella descritta è la struttura generale del protocollo. Quali verdure sono consentite, quanti pasti sostitutivi, quanta acqua, quali integratori e per quanto tempo lo stabilisce il medico, sulla base degli esami e dell'andamento del percorso. Seguire uno schema trovato online senza controllo medico espone a rischi concreti, soprattutto per chi ha patologie o assume farmaci.
7 Alimenti funzionali e integratori micronutrizionali
Nelle prime fasi la VLCKD si basa in larga parte su alimenti funzionali e integratori micronutrizionali: preparati bilanciati, dolci e salati, formulati per fornire proteine di alto valore biologico, vitamine e minerali con pochissimi carboidrati e poche calorie. Con un apporto così basso, ottenere lo stesso equilibrio con i soli alimenti comuni sarebbe difficile, e si rischierebbero carenze di micronutrienti.
Esistono anche protocolli che utilizzano solo alimenti naturali, o un approccio misto. La scelta spetta al medico, che valuta il paziente e le sue abitudini. I requisiti nutrizionali delle diete a bassissimo apporto calorico sono stati definiti nel 2015 dall'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA).
Nella VLCKD sono importanti anche l'idratazione e l'integrazione di vitamine e minerali, che il medico prescrive in base alla persona. Nelle fasi più restrittive l'attività fisica dev'essere leggera; torna a essere programmata con l'uscita dalla chetosi.
8 Effetti collaterali e monitoraggio
Nei primi giorni possono comparire, come risultato di un adattamento normale, mal di testa, fame, alitosi, aumento dell’acido urico o stanchezza, che se persistono sono indice di errore. Altri effetti collaterali possono essere stipsi, diarrea, modificazioni transitorie del ciclo. Se invece compaiono vertigini o ipotensione è dovuto ad un errore nel seguire la dieta.
Sono effetti che il medico conosce e che vengono prevenuti e gestiti con i controlli periodici: è una delle ragioni per cui la VLCKD va sempre seguita da uno specialista.
9 Dopo la VLCKD: reintroduzione e mantenimento
La fase chetogenica è solo la prima parte del percorso. Il risultato nel tempo dipende soprattutto da come vengono reintrodotti i carboidrati e da come si imposta il mantenimento: è una fase da programmare con il medico fin dall'inizio, non da improvvisare alla fine.
Abbiamo approfondito il tema qui: Reintrodurre i carboidrati dopo la dieta chetogenica.
10 Domande frequenti
Quanto dura la dieta VLCKD?
Non c'è una durata uguale per tutti. La fase in chetosi può durare da 15 giorni ad alcuni mesi, seguita dalla reintroduzione graduale dei carboidrati e dal mantenimento. Tempi e passaggi da una fase all'altra li stabilisce il medico.
Si può fare la VLCKD da soli?
No. È un protocollo a bassissimo apporto calorico con alcune patologie che controindicano questo tipo di dieta, che richiede una visita, esami iniziali e controlli durante il percorso. Il fai-da-te è sconsigliato da tutte le società scientifiche che se ne occupano.
Che differenza c'è tra VLCKD e dieta chetogenica creata con gli alimenti classica?
La chetogenica creata con gli alimenti è ricca di grassi e può avere un apporto calorico normale. La VLCKD è povera sia di carboidrati sia di grassi, con poche calorie e un apporto proteico adeguato. Hanno in comune la chetosi, ma sono due protocolli diversi, con indicazioni diverse.
Quanto si dimagrisce con la VLCKD?
Dipende dal punto di partenza, dal quadro clinico e dall'aderenza al percorso. Nei primi giorni una parte del calo di peso è dovuta alla perdita di liquidi e non di grasso. Più della velocità conta la stabilità del risultato, che si costruisce nella fase di reintroduzione e di mantenimento.
Si può fare la VLCKD con l'acido urico alto o altri valori alterati?
Dipende da quali valori e da quanto sono alterati. La VLCKD può aumentare temporaneamente l'acido urico nei primi mesi in alcune tipologie di pazienti, e alcune patologie sono controindicate (es. diabete di tipo 1 e infarto recente). La valutazione degli esami prima di iniziare serve proprio a questo: stabilire se il protocollo è sicuro per quella persona.
Fonti
- EFSA NDA Panel, Scientific Opinion on the essential composition of total diet replacements for weight control, EFSA Journal 2015;13(1):3957.
- Caprio M. et al., Very-low-calorie ketogenic diet (VLCKD) in the management of metabolic diseases: systematic review and consensus statement from the Italian Society of Endocrinology (SIE), Journal of Endocrinological Investigation, 2019.
- Muscogiuri G. et al., European Guidelines for Obesity Management in Adults with a Very Low-Calorie Ketogenic Diet: A Systematic Review and Meta-Analysis, Obesity Facts, 2021.
- Barrea L. et al., A New Nomenclature for the Very Low-Calorie Ketogenic Diet (VLCKD): Very Low-Energy Ketogenic Therapy (VLEKT), Current Nutrition Reports, 2024.
Marina Zambon
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