Perché viene la diarrea? Le cause più comuni e quando preoccuparsi
Dalle infezioni allo stress, dal cibo ai farmaci: come orientarsi tra le cause della diarrea e capire quando serve il medico
Capita a tutti, prima o poi, di avere qualche giorno di diarrea. Nella maggior parte dei casi la causa è un'infezione intestinale o qualcosa che si è mangiato, e il disturbo passa da solo nel giro di pochi giorni. A volte, però, la diarrea dipende da altro: lo stress, un farmaco, un'intolleranza, oppure una malattia dell'intestino che va riconosciuta e curata.
Vediamo perché viene la diarrea, come capire di che tipo è, cosa fare e quali segnali richiedono di parlarne con il medico.
In sintesi
La diarrea è l'emissione di abbondanti feci liquide o non formate con scariche più frequenti del solito. Le cause più comuni sono le infezioni intestinali da virus o batteri, le infestazioni da parassiti, i cibi contaminati, le intolleranze alimentari. Possono causarla anche lo stress, alcuni farmaci come gli antibiotici e alcune malattie come le malattie infiammatorie croniche intestinali, la celiachia o la sindrome dell'intestino irritabile, alcune malattie del pancreas. Nella diarrea che dura pochi giorni la cosa più importante è bere a sufficienza. Sangue nelle feci, febbre alta, segni di disidratazione o una diarrea che non migliora vanno sempre riferiti al medico.
Indice
Si parla di diarrea quando le feci diventano abbondanti ( > 200 gr al giorno), liquide o semiliquide e le scariche sono più frequenti del normale per quella persona, spesso con urgenza di andare in bagno, crampi o gonfiore. In medicina si usa anche l'espressione alvo diarroico (leggi l’approfondimento: cos'è l'alvo).
Contano soprattutto la quantità e la consistenza: andare in bagno più volte al giorno con feci formate non è diarrea, come non può definirsi diarrea l'emissione frequente di minima quantità di feci. Feci molli ma formate, senza altri disturbi, possono rientrare nella normale variabilità dell'intestino.
In medicina si distingue la diarrea in base a quanto dura:
- acuta, la più comune, che si risolve nel giro di qualche giorno e comunque entro un paio di settimane
- persistente, che va avanti più a lungo
- cronica, che dura da più di un mese o si ripresenta di continuo.
La distinzione è importante perché le cause sono diverse: quella acuta dipende quasi sempre da un'infezione o dall'alimentazione, quella che si prolunga richiede di cercare una causa con il medico.
1 Diarrea o dissenteria?
Nel linguaggio comune le due parole si usano come sinonimi. In senso medico, la dissenteria è una forma di diarrea profusa con sangue e muco nelle feci, spesso con febbre e dolori addominali, dovuta a un'infezione che infiamma l'intestino. È una situazione che va sempre fatta valutare dal medico.
2 Perché viene la diarrea: le cause più comuni
La diarrea compare quando l'intestino assorbe meno acqua del solito, ne richiama di più al suo interno o si muove troppo velocemente. Le cause che portano a questo sono molte; queste sono le più frequenti.
Infezioni intestinali
Sono la causa più comune della diarrea improvvisa. Possono dipendere da:
- virus, come quelli dell'influenza intestinale, molto contagiosi soprattutto nei mesi freddi
- batteri, spesso contratti con cibi o acqua contaminati
- più raramente parassiti.
Rientra in questo gruppo anche la diarrea del viaggiatore, legata ad acqua e alimenti in Paesi con condizioni igieniche diverse.
Cibo e bevande
La diarrea può comparire:
- dopo un'intossicazione alimentare
- dopo pasti molto abbondanti, grassi o piccanti
- con l'alcol
- con l'eccesso di caffè
- con grandi quantità di alcuni dolcificanti presenti nei prodotti "senza zucchero", che l'intestino assorbe poco e che richiamano acqua.
Intolleranze e celiachia
Chi non digerisce bene il lattosio può avere diarrea, gonfiore e crampi dopo latte e latticini. La celiachia, la reazione al glutine, può dare diarrea persistente, stanchezza e perdita di peso leggi l’approfondimento: celiachia).
Farmaci
Gli antibiotici sono la causa farmacologica più nota, perché alterano la flora batterica intestinale (approfondimento: il microbiota intestinale). Possono dare diarrea anche i lassativi e alcuni altri farmaci. Se la diarrea compare dopo aver iniziato una terapia, se ne parla con il medico, senza sospendere il farmaco di propria iniziativa.
Intestino irritabile
La sindrome dell'intestino irritabile è un disturbo funzionale molto diffuso. Si manifesta con dolore o fastidio addominale e alterazioni dell'alvo: diarrea, stitichezza o un'alternanza delle due (approfondimento: diarrea e stitichezza alternate).
Malattie infiammatorie intestinali
Il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa possono dare una diarrea che si ripresenta nel tempo, spesso con dolore addominale, a volte con sangue o muco nelle feci, stanchezza e calo di peso.
Altre cause, meno frequenti
Fra le altre cause, valutate dal medico, ci sono:
- alcuni disturbi della tiroide
- le malattie del pancreas o delle vie biliari che riducono la digestione dei grassi
- le condizioni di malassorbimento.
Esiste anche una diarrea "paradossa" o pseudo-diarrea: nelle persone molto stitiche, intorno a un accumulo di feci dure passano feci liquide.
Per un quadro generale dei disturbi dell'intestino: problemi intestinali.
3 Diarrea in situazioni particolari
Diarrea da stress
Intestino e cervello sono collegati da una fitta rete di nervi. In momenti di ansia, tensione o paura, questa comunicazione può accelerare il transito intestinale e provocare scariche di diarrea, a volte improvvise: capita prima di un esame, di un viaggio o di un appuntamento importante.
Nelle persone con intestino irritabile lo stress è uno dei fattori che più spesso scatenano i sintomi. Quando la diarrea da stress è frequente e condiziona la vita quotidiana, vale la pena parlarne con il medico, anche per escludere altre cause.
Diarrea dopo mangiato
Dopo i pasti l'intestino si attiva in modo naturale: è il cosiddetto riflesso gastrocolico, che in alcune persone, soprattutto con l'intestino irritabile, è più marcato e porta a correre in bagno poco dopo aver mangiato.
Una diarrea che compare dopo i pasti può dipendere anche da un'intolleranza, da pasti abbondanti o grassi, o da un'infezione alimentare se compare all'improvviso e si accompagna a nausea o vomito. Se si ripete con regolarità, è un sintomo da riferire al medico.
Diarrea col caldo
D'estate le infezioni alimentari sono più frequenti, perché i cibi si conservano peggio e i batteri si moltiplicano più in fretta: è la ragione principale delle diarree estive. Con il caldo, inoltre, la diarrea fa perdere liquidi più rapidamente. Per questo in estate valgono due regole: attenzione alla conservazione dei cibi e reidratazione tempestiva.
Diarrea col ciclo mestruale
Molte donne notano feci più molli o diarrea poco prima o durante le mestruazioni. Dipende in buona parte dalle prostaglandine, sostanze che fanno contrarre l'utero e che agiscono anche sulla muscolatura dell'intestino. È un disturbo comune; se però è molto intenso, si accompagna a dolore forte o compare insieme ad altri sintomi intestinali, va segnalato al ginecologo o al medico.
Diarrea negli anziani
Nelle persone anziane la diarrea merita più attenzione, per due motivi. Il primo: la disidratazione arriva più in fretta ed è più pericolosa. Il secondo: le cause sono più spesso legate ai farmaci che si assumono, a infezioni contratte durante un ricovero o dopo una terapia antibiotica, oppure alla diarrea paradossa da stitichezza. Anche una diarrea apparentemente banale va riferita al medico.
4 Come capire che tipo di diarrea è
Il tipo di diarrea dà al medico indizi utili sulla causa. Alcune caratteristiche da osservare e da riferire alla visita:
- come è iniziata: all'improvviso, magari con nausea e vomito, fa pensare a un'infezione o a un'intossicazione alimentare; in modo graduale e con andamento altalenante, più spesso a una causa intestinale da indagare
- da quanto dura e se si ripresenta nel tempo
- com'è: acquosa, molto abbondante, "a spruzzo"; oppure con muco o sangue, che indicano un'infiammazione; oppure chiara, untuosa e maleodorante, che può far pensare a un problema di assorbimento dei grassi
- quando compare: dopo i pasti, solo al mattino, oppure di notte. Una diarrea che sveglia dal sonno è più raramente di origine funzionale e va sempre segnalata
- cosa la accompagna: febbre, dolore, gonfiore, calo di peso, stanchezza
- cosa è successo prima: un viaggio, un pasto sospetto, una terapia antibiotica, persone in famiglia con gli stessi sintomi.
Queste informazioni servono per orientare il medico, non per fare una diagnosi da soli. Il colore delle feci da solo dice poco: feci nere o con sangue sono l'eccezione e vanno sempre riferite (approfondimento: sangue nelle feci).
5 Quanto dura la diarrea
La diarrea acuta, quella dovuta a un'infezione o a un pasto, di solito si risolve da sola nel giro di pochi giorni, man mano che l'intestino si libera della causa e la flora batterica si riequilibra. Quella da virus intestinale segue in genere il decorso dell'infezione.
Una diarrea che non migliora, che si prolunga o che continua a ripresentarsi non va semplicemente sottovalutata: è il caso di parlarne con il medico, che deciderà se servono esami.
Dopo un episodio di diarrea è frequente non andare di corpo per qualche giorno: perché succede è spiegato nella pagina diarrea e stitichezza.
6 Cosa fare quando si ha la diarrea
Nella diarrea acuta, senza segnali d'allarme, l'obiettivo principale è non disidratarsi e dare tempo all'intestino di riprendersi.
- Bere spesso, a piccoli sorsi, acqua e liquidi che reintegrano anche i sali persi. Le soluzioni reidratanti orali che si trovano in farmacia sono pensate per questo e sono particolarmente utili nei bambini, negli anziani e quando le scariche sono molte. Bevande molto zuccherate, alcol e grandi quantità di caffè possono peggiorare la diarrea
- Mangiare in modo leggero, senza digiunare a lungo: cibi semplici e ben tollerati, in piccole porzioni, riprendendo gradualmente l'alimentazione abituale man mano che le feci tornano normali
- Curare l'igiene: lavare spesso le mani, soprattutto dopo il bagno e prima di preparare il cibo. Molte diarree infettive si trasmettono facilmente in famiglia
- Riposare se ci si sente deboli.
Sui farmaci. I farmaci contro la diarrea non vanno presi di propria iniziativa, soprattutto se c'è febbre o sangue nelle feci: in questi casi possono essere controindicati, perché rallentano l'eliminazione della causa. Anche probiotici e altri prodotti vanno valutati con il medico o il farmacista. Gli antibiotici servono solo in alcune infezioni batteriche e solo su prescrizione.
7 Quando la diarrea deve preoccupare
Non esiste un numero di scariche che da solo distingua una diarrea banale da una pericolosa: contano soprattutto i sintomi che la accompagnano e chi ne soffre. Si contatta il medico, senza aspettare, se:
- ci sono segni di disidratazione: sete intensa, bocca secca, urine scarse e scure, debolezza, capogiri alzandosi in piedi
- nelle feci compaiono sangue o muco, oppure le feci sono nere (approfondimento: sangue nelle feci)
- c'è febbre alta o dolore addominale forte o che non passa (per il dolore a crampi: coliche addominali)
- il vomito impedisce di bere
- la diarrea non migliora, si prolunga o si ripresenta spesso
- la diarrea sveglia di notte, oppure si accompagna a perdita di peso non voluta
- compare dopo un viaggio all'estero, durante o dopo una terapia antibiotica, o dopo un ricovero
- riguarda un bambino piccolo, una persona anziana, una donna in gravidanza o chi ha una malattia cronica o difese immunitarie ridotte.
Si va subito al pronto soccorso, o si chiama il 112, se ci sono confusione, sonnolenza marcata, svenimento, se non si urina da molte ore o se il sangue nelle feci è abbondante.
Una diarrea che dura a lungo o che cambia le abitudini intestinali di sempre va sempre indagata, anche perché in alcuni casi può essere il segnale di una malattia dell'intestino che è importante riconoscere presto.
8 Gli esami per capire la causa
Nella diarrea acuta di pochi giorni, senza segnali d'allarme, di solito non servono esami. Quando la diarrea è intensa, si prolunga o presenta i segnali descritti sopra, il medico può proporre:
- esami delle feci, come la coprocoltura e la ricerca di parassiti e tossine batteriche, per cercare un'infezione; o la calprotectina fecale, un indicatore di infiammazione dell'intestino
- esami del sangue, per valutare la disidratazione, l'infiammazione, l'anemia, la funzione della tiroide o gli anticorpi della celiachia
- test per le intolleranze, come il breath test al lattosio
- esami endoscopici, come la colonscopia, quando serve osservare direttamente l'intestino e fare eventuali biopsie.
La scelta degli esami spetta al medico, in base alla storia e alla visita: fare esami a caso raramente aiuta.
Dipende dalla causa. La diarrea da virus o batteri si trasmette facilmente, attraverso le mani, gli oggetti, i cibi e l'acqua contaminati: per questo in famiglia o in comunità spesso si ammalano più persone. Lavarsi bene le mani, pulire i servizi igienici e non preparare cibo per altri mentre si hanno i sintomi riduce il contagio. La diarrea da stress, da intolleranza o da intestino irritabile, invece, non è contagiosa.
In gravidanza qualche episodio di feci più molli può capitare, anche per i cambiamenti ormonali e dell'alimentazione. Una diarrea vera, però, va sempre segnalata al ginecologo o al medico, soprattutto se è abbondante, non migliora o si accompagna a febbre, dolore o crampi: la disidratazione in gravidanza va evitata, e anche i farmaci, compresi quelli da banco, vanno presi solo su indicazione medica.
No. Nei bambini, e soprattutto nei più piccoli, la disidratazione arriva molto più in fretta, e la gestione cambia: la diarrea di un bambino va sempre valutata con il pediatra, che indica come reidratarlo e quando servono controlli. Non vanno dati farmaci contro la diarrea pensati per gli adulti.
È un effetto frequente, perché l'antibiotico altera la flora intestinale; di solito è lieve e si risolve dopo la fine della terapia. Va però segnalata al medico, senza sospendere l'antibiotico di propria iniziativa, e va riferita subito se è abbondante, con febbre, dolore o sangue, o se compare anche qualche settimana dopo la fine della cura: in rari casi può dipendere da un'infezione intestinale che richiede un trattamento specifico.
Raimondo Di Bella
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