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La schiena dolorante è uno dei disturbi più diffusi al mondo. Secondo l'OMS, il mal di schiena rappresenta la prima causa di disabilità a livello globale, con oltre 600 milioni di persone colpite ogni anno. In Italia, si stima che almeno 8 italiani su 10 ne abbiano esperienza nel corso della vita.

Quando si parla di mal di schiena, solitamente ci si riferisce a un dolore localizzato nella zona lombare - la parte bassa della colonna vertebrale - ma il dolore può manifestarsi anche nella parte alta, in corrispondenza delle scapole e della gabbia toracica, oppure irradiarsi verso le gambe. Le cause, i sintomi e le terapie variano considerevolmente a seconda della localizzazione e dell'origine del disturbo.

Vediamo insieme come riconoscere i diversi tipi di mal di schiena, quali sono le cause più frequenti - dalle contratture muscolari alle patologie vertebrali - e quali terapie sono oggi disponibili.

Definizione

1 Tipi di mal di schiena: come si manifesta

Il dolore alla schiena non è un disturbo uniforme: si manifesta in forme e intensità molto diverse, che gli specialisti classificano in base a durata, localizzazione e origine. Per affrontare il dolore nel modo corretto è necessario riuscire a identificarlo correttamente.

In base alla durata

Secondo l'American College of Physicians, il mal di schiena si distingue in:

  • Acuto: dura meno di 4 settimane. Nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente, anche grazie a trattamenti non farmacologici come massaggi e manipolazioni o all'uso di farmaci antinfiammatori.
  • Subacuto: persiste tra le 4 e le 12 settimane. Richiede una valutazione specialistica per escludere cause strutturali.
  • Cronico: supera i 3 mesi. È la forma più complessa, spesso legata a patologie vertebrali o a fattori psicosomatici, e necessita di un approccio multidisciplinare.

In base alla localizzazione

  • Lombalgia (parte bassa): è la forma più comune. Il dolore interessa la zona lombare e può irradiarsi ai glutei o alle cosce.
  • Dorsalgia (parte centrale): coinvolge la zona dorsale, all'altezza della gabbia toracica. Meno frequente, può essere associata a problemi posturali o patologie viscerali.
  • Cervicalgia (parte alta/collo): interessa le vertebre cervicali. Spesso legata a stress, posture scorrette o artrosi cervicale.
  • Dolore irradiato agli arti inferiori: caratteristico dell'ernia del disco o della stenosi spinale, quando i nervi vengono compressi.

In base all'origine

  • Muscolare: contratture, stiramenti, sovraccarico fisico.
  • Articolare: artrosi, spondilite, problemi alle faccette vertebrali.
  • Nervosa (radicolare): compressione dei nervi spinali, come nella sciatica.
  • Strutturale: ernia del disco, stenosi spinale, anomalie della curvatura vertebrale.
  • Sistemica: tumori vertebrali, infezioni, patologie reumatiche.

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Dott. Gian Maria Giulini
Sintomi

2 Schiena dolorante: i sintomi da riconoscere

La schiena dolorante si manifesta attraverso sintomi molto diversi per tipo, intensità e durata. Riconoscerli con precisione - anche durante la visita specialistica - è fondamentale per indirizzare la diagnosi verso la causa corretta.

I sintomi più frequenti

  • Indolenzimento muscolare e tensione diffusa
  • Fitte lancinanti improvvise, localizzate o irradiate
  • Dolore che dalla zona lombare si irradia verso la gamba (o entrambe le gambe)
  • Riduzione della flessibilità e della mobilità della colonna vertebrale
  • Dolore che peggiora a riposo, quando ci si piega in avanti o camminando
  • Difficoltà a mantenere la posizione eretta per lunghi periodi
  • Dolore che aumenta in posizione supina o al risveglio mattutino
  • Rigidità muscolare nelle prime ore del mattino
  • Formicolio o perdita di sensibilità in una gamba (segnale di coinvolgimento nervoso)

Il problema più comune riscontrato tra chi soffre di questo disturbo è il mal di schiena semplice, in cui il dolore è ben localizzato, coinvolge la colonna vertebrale o al massimo la coscia e, solo in qualche caso, anche il nervo sciatico. Tuttavia, esistono sintomi che sono veri e propri campanelli d'allarme di problematiche più gravi, che non vanno trascurati.

Sintomi che richiedono attenzione urgente

Alcuni sintomi associati al dolore alla schiena richiedono una valutazione medica tempestiva:

  • Dolore sordo e continuo che non cambia con la posizione e peggiora di notte
  • Perdita del controllo della vescica o dell'intestino
  • Debolezza progressiva agli arti inferiori
  • Febbre associata al dolore
  • Dolore comparso dopo un trauma significativo
  • Dimagrimento involontario.

Possibili cause

3 Fitte improvvise alla schiena: cosa indicano

Le fitte improvvise alla schiena sono uno dei motivi più comuni per cui si cerca assistenza medica d'urgenza. Si tratta di un dolore acuto, spesso descritto come una pugnalata, che insorge improvvisamente,  talvolta senza un movimento apparente che lo scateni.

Le cause più frequenti delle fitte improvvise

  • Contrattura muscolare acuta (il «colpo della strega»): un'improvvisa contrazione involontaria dei muscoli profondi della colonna, spesso scatenata da un movimento brusco, da un colpo di freddo o dal sollevamento di un peso. Si manifesta con dolore intenso e immediata limitazione dei movimenti.
  • Ernia del disco in fase acuta: la fuoriuscita del nucleo discale può comprimere improvvisamente un nervo, causando una fitta acuta che si irradia spesso lungo la gamba.
  • Frattura vertebrale da fragilità: nelle persone con osteoporosi, anche un movimento lieve può causare una microfrattura con dolore improvviso.
  • Stenosi spinale acuta: il restringimento del canale vertebrale può causare dolore acuto durante la deambulazione o in estensione.
  • Patologie non vertebrali: in alcuni casi le fitte alla schiena possono avere origine renale (calcoli), viscerale o cardiovascolare. Una valutazione medica è sempre raccomandata in caso di episodi ricorrenti o inspiegati.

Fitte alla schiena zona lombare: caratteristiche specifiche

Le fitte alla schiena nella zona lombare sono spesso associate a lombalgia acuta. Il dolore è localizzato tra l'ultima costola e i glutei e può irradiarsi alla coscia. Nella maggior parte dei casi regredisce entro 4–6 settimane con riposo relativo e terapia antinfiammatoria. Se le fitte sono ricorrenti o si associano a irradiazione alla gamba, formicolio o debolezza, è necessaria una valutazione specialistica.

Cosa fare in caso di fitta improvvisa

  • Fermarsi e assumere una posizione antalgica comoda (solitamente decubito laterale con le ginocchia piegate)
  • Applicare calore locale nei primi giorni, se il dolore è di origine muscolare
  • Contattare il medico se il dolore è molto intenso, non migliora in 48-72 ore, oppure si associa a sintomi neurologici
  • Non utilizzare farmaci antinfiammatori o analgesici senza indicazione medica.

Possibili cause

4 Mal di schiena: le cause più frequenti

La colonna vertebrale - o rachide - è una struttura complessa costituita da 33–34 vertebre, che ci permette di mantenere la posizione eretta, muoverci e proteggere il midollo spinale. È continuamente sottoposta a stress meccanici che, nel tempo, possono favorire sia dolori transitori sia patologie strutturali.

Spostamento neuro-strutturale

Una testa e un collo in posizione disfunzionale a causa di uno spostamento strutturale (come l'Atlas Displacement Complex) potrebbero determinare l'invio al cervello di informazioni distorte riguardo alla posizione del corpo nello spazio, con conseguenti meccanismi di compensazione che incidono negativamente sulla salute della colonna vertebrale.

Sindrome da deficit propriocettivo

La Sindrome da Deficit Propriocettivo, definita nel 1979 dal Prof. Henrique Martins da Cunha, è considerata alla base di numerosi disturbi vertebrali: dolore al collo, contratture muscolari, mal di schiena, dolore toracico e agli arti. All'origine ci sarebbe una scorretta integrazione delle informazioni sensoriali ricevute dal cervello, che risponderebbe con comandi «sbilanciati» tali da determinare, nel tempo, l'insorgere dei disturbi.

Sforzi eccessivi, contratture e microtraumi

Spesso è sufficiente sollevare un oggetto pesante in modo scorretto, un movimento brusco o una torsione improvvisa del busto per scatenare forti dolori alla schiena. Anche praticare attività fisica non adeguata al proprio stato o un colpo di freddo possono irrigidire i muscoli profondi della colonna vertebrale, causando il cosiddetto «colpo della strega» - un dolore intenso e improvviso, quasi sempre senza sintomi premonitori.

Problemi posturali

Recenti statistiche indicano che i difetti posturali interessano il 25% degli italiani. Posizioni scorrette mantenute a lungo - alla scrivania, davanti allo schermo, durante il sonno - determinano uno squilibrio dei carichi sulla colonna. Alcuni fattori eziopatogenetici della scoliosi e dei dolori vertebrali potrebbero avere origine posturale, con il muscolo retto mediale dell'occhio e i meccanocettori dei piedi che svolgono un ruolo di rilievo attraverso il muscolo soleo e il sistema vestibolare.

Artrosi

Malattia cronica di tipo degenerativo che colpisce oltre 4 milioni di italiani, l'artrosi interessa prevalentemente il rachide, ma anche ginocchia, anca e polsi. Determina una progressiva perdita della cartilagine articolare, sostituita da nuovo tessuto osseo, con conseguente dolore e rigidità dei movimenti.

Intolleranze alimentari e infiammazione intestinale

Chi soffre di colite, gastrite e «pancia gonfia» ha maggiori probabilità di sviluppare lombalgia o lombosciatalgia. Il perdurare dello stato infiammatorio di stomaco e intestino può favorire nel tempo lo sviluppo di problemi all'apparato osteoarticolare (dolori articolari, dolori muscolari, crampi). Per approfondire: pancia gonfia e mal di schiena, la correlazione c'è.

Definizione

5 Dolore lombare: sintomi, cause e quando preoccuparsi

Il dolore lombare - o lombalgia - è la forma più comune di mal di schiena e uno dei principali motivi di accesso alle cure mediche in Italia. La zona lombare comprende le vertebre L1 - L5 ed è la porzione della colonna sottoposta al maggior carico meccanico.

Cause specifiche del dolore lombare

  • Lombalgia aspecifica: la causa più frequente (circa l'85% dei casi). Non è associata a una patologia strutturale identificabile; nella maggior parte dei casi è di origine muscolare o posturale.
  • Discopatia e protrusione discale: la degenerazione o protrusione di uno o più dischi intervertebrali lombari può comprimere le radici nervose, causando dolore localizzato o irradiato alla gamba.
  • Spondilosi lombare: processo degenerativo delle vertebre e dei dischi lombari, frequente dopo i 50 anni.
  • Lombosciatalgia: dolore che dalla zona lombare si irradia lungo il percorso del nervo sciatico, fino al piede. È quasi sempre causato da compressione radicolare.
  • Spondilolistesi: scivolamento di una vertebra rispetto alla sottostante, che può causare dolore lombare e irradiazione agli arti inferiori.

Dolore lombare improvviso: quando preoccuparsi

Un dolore lombare improvviso che insorge senza causa apparente, soprattutto se accompagnato da febbre, perdita di peso, disturbi urinari o debolezza agli arti, può segnalare condizioni che richiedono accertamenti urgenti. Anche un dolore che non migliora dopo 4–6 settimane di trattamento conservativo merita una valutazione specialistica. Uno strumento fondamentale per la diagnosi differenziale è la diagnostica per immagini della schiena tramite risonanza magnetica.

Altro

6 Malattie della schiena: le patologie vertebrali più comuni

Oltre alle cause muscolari e posturali, la schiena dolorante può essere l'espressione di patologie strutturali della colonna vertebrale. Conoscerle aiuta a riconoscere i segnali e a rivolgersi al giusto specialista.

Ernia del disco

Patologia da usura o da sforzo che colpisce indifferentemente uomini e donne, l'ernia del disco provoca un dolore intenso, spesso irradiato agli arti inferiori. È determinata dalla fuoriuscita del nucleo morbido di uno o più dischi intervertebrali, a causa di una compressione. Nei casi più lievi regredisce con terapia conservativa; nei casi più gravi può essere necessario un intervento chirurgico.

Artrosi vertebrale

Malattia degenerativa cronica che colpisce oltre 4 milioni di italiani, l'artrosi vertebrale interessa le articolazioni della colonna, determinando una progressiva perdita della cartilagine articolare, rigidità e dolore. È più frequente dopo i 50 anni e peggiora gradualmente nel tempo.

Osteoporosi e fratture vertebrali

L'osteoporosi è una malattia asintomatica caratterizzata da riduzione della densità ossea che aumenta il rischio di fratture anche da traumi minimi. Il fenomeno più diffuso è il crollo vertebrale, che provoca un dolore acuto improvviso, tipicamente nella zona dorsale o lombare. Colpisce prevalentemente le donne dopo la menopausa. Per approfondire: fratture vertebrali e osteoporosi.

Stenosi spinale

Il restringimento dello spazio cavo vertebrale che racchiude il midollo e le terminazioni nervose - stenosi spinale - comprime i nervi. I sintomi sono simili a quelli dell'ernia del disco ma si sviluppano in modo più lento e graduale: dolore alla schiena, debolezza alle gambe, formicolio in estensione o durante la deambulazione.

Spondilite anchilosante

Si tratta di un'infiammazione cronica a carico delle articolazioni della colonna vertebrale che la rende meno mobile e flessibile. Nei casi più gravi la colonna può fondersi formando una struttura unica. I disturbi tendono a svilupparsi gradualmente, in diversi mesi o anni, e includono lombalgia mattutina, rigidità, dolore ad altre articolazioni e affaticamento. Il dolore tipicamente peggiora a riposo e migliora con il movimento.

Infezioni sistemiche e patologie reumatiche

Tra le cause del mal di schiena ci sono anche le patologie reumatiche, i cui sintomi possono presentarsi in maniera intermittente durante tutta la vita con diversi gradi di intensità. Di solito si manifesta come un dolore che limita la mobilità, peggiora a riposo e migliora con il movimento.

Anomalie della curvatura vertebrale

Cifosi, lordosi accentuata e scoliosi sono le più comuni alterazioni delle curve naturali della colonna vertebrale. La cifosi è un'accentuazione della curva dorsale; la lordosi vede un aumento della curva lombare; la scoliosi è una deviazione laterale con diversi livelli di gravità, in alcuni casi di origine genetica. La diagnosi avviene tramite esame clinico e radiologico. Approfondimento: scoliosi idiopatica - cos'è, sintomi e trattamento.

Tumori vertebrali e dei nervi

Il primo sintomo di un tumore vertebrale è generalmente un dolore sordo e continuo che aumenta a riposo o durante la notte, non collegato a un movimento o una posizione specifica. Può coinvolgere la sola schiena o altre parti del corpo e, in caso di compressione del midollo spinale, determinare deficit neurologici e paraplegia. Altra patologia tumorale è il neurinoma del plesso lombare: tumore benigno dei nervi che si presenta con dolore, perdita di sensibilità, rigidità muscolare e limitazione dei movimenti.

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Dott. Francesco Barcaro
Cure

7 Le terapie per il mal di schiena

Come abbiamo visto, il mal di schiena ha cause molto diverse tra loro: per questo non esiste una terapia universale. L'anamnesi e un esame obiettivo accurato sono fondamentali per definire il percorso diagnostico e terapeutico più appropriato, che viene stabilito dallo specialista in base alla tipologia, all'intensità e alla durata del dolore.

Terapia farmacologica

Per le forme acute, i farmaci antinfiammatori non steroidei e i miorilassanti rappresentano il trattamento di prima linea. In caso di dolore cronico si utilizza spesso la terapia antalgica — o medicina del dolore — che comprende terapie infiltrative, peridurali, crioanalgesia, cifoplastica, denervazione dei nervi periferici, trattamenti intra-discali. Ogni terapia farmacologica va prescritta e seguita dal medico.

Fisioterapia

Esistono diversi approcci di fisioterapia per trattare il mal di schiena. Nella fase acuta si cerca di ridurre l'infiammazione tramite terapie strumentali (Tecar, laser, magnetoterapia, TENS, massoterapia decontratturante). Una volta superata la fase acuta, si avvia un programma attivo di rieducazione posturale e rinforzo muscolare, fondamentale per prevenire le recidive.

Ozonoterapia

Tra le più diffuse terapie conservative dell'ernia discale, l'ozonoterapia ha dimostrato grande efficacia nel ridurre le dimensioni dell'ernia con una significativa riduzione della sintomatologia dolorosa. Prevede la somministrazione di ozono intra-discale, peridurale o paravertebrale. Va valutata caso per caso dallo specialista.

Terapia a infrarossi

La terapia a infrarossi è sempre più apprezzata per il trattamento delle patologie a carico della colonna vertebrale e della muscolatura. Il calore, in combinazione con bio-magneti, stimolazione plantare e terapia lombare e cervicale, determina rilasciamento muscolare, attenuazione degli stati dolorosi e un effetto trofico sui muscoli.

Metodo osteopatico – Strain Counterstrain

Il Metodo Strain Counterstrain è una tecnica manipolativa indiretta che si avvale di un approccio neurologico e passivo. Si concentra su punti tesi e dolenti chiamati Tender Point e, guidandosi sulla risposta di rilassamento di questi punti, arriva alla normalizzazione del tono muscolare e alla risoluzione del dolore.

Trattamento ortesico

Il busto ortopedico personalizzato - associato alla ginnastica - rimane il principale strumento nel trattamento conservativo della scoliosi. Attualmente è in fase di studio un sistema dinamico che prevede l'utilizzo di vescicole pneumatiche con spinta a pressione controllabile e attiva in ogni singolo movimento del paziente. Il trattamento chirurgico della scoliosi (artrodesi) è riservato ai casi più gravi o scarsamente responsivi al trattamento ortesico. Per approfondire: i nuovi busti ortopedici per la correzione della scoliosi.

Chirurgia mini-invasiva

Quando farmaci, fisioterapia e trattamenti conservativi non sono sufficienti, la chirurgia mini-invasiva rappresenta la soluzione più efficace. Si tratta di interventi di alta complessità chirurgica che richiedono strutture specializzate e tecniche avanzate, con l'obiettivo di ridurre al minimo il dolore postoperatorio e accelerare la ripresa funzionale. Approfondimento: chirurgia mini-invasiva della colonna vertebrale cervico-dorso-lombare.

Cure alternative

8 Cure alternative e approcci integrativi

Nei casi di dolori alla schiena di tipo acuto, dovuti a postura scorretta, colpo della strega, contratture o problemi alimentari, le terapie complementari come la fitoterapia, la medicina manipolativa, la chiropratica o l'attività fisica possono rivelarsi molto efficaci in affiancamento al trattamento medico convenzionale.

Rimedi fitoterapici

La fitoterapia utilizza le sostanze contenute nelle piante come rimedi di supporto. Alcune sostanze naturali sono dotate di proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche documentate e possono affiancare la terapia medica in caso di dolore lieve o cronico a bassa intensità. Il ricorso a qualsiasi rimedio fitoterapico va concordato con il medico.

Corsi di ballo

È ormai noto come l'attività fisica possa aiutare a ridurre il rischio di soffrire di mal di schiena. Tango, salsa, bachata, swing, valzer e samba - eseguendo correttamente i movimenti - consentono di imparare a mantenere una postura corretta, contrastando i più comuni disturbi alla schiena e lo stress. Approfondimento: sport e postura, che relazione c'è?.

Nordic Walking

Disciplina sportiva adatta a chiunque e a tutte le età, il Nordic Walking migliora postura e coordinazione e riduce mal di schiena, cervicalgie e patologie neurologiche. È un modo alternativo e accessibile di prendersi cura della propria schiena ed evitare i disturbi più comuni che colpiscono l'apparato muscolo-scheletrico.

Upper Cervical

I chiropratici specializzati nel tratto cervicale superiore curano da anni pazienti affetti da sciatica, artrosi, degenerazione discale e lombalgia. Grazie alla correzione vertebrale specifica del tratto cervicale superiore, la maggioranza dei pazienti manifesta un notevole miglioramento sia di intensità sia di frequenza del dolore lombare.

Riabilitazione Neurosensoriale

Rieducazione neuromuscolare cognitiva tramite biofeedback, prismi percettivi attivi e neuralterapia sono alcune delle terapie che la medicina di regolazione propone per risolvere le cause alla base di lombalgie, sciatalgie e comuni dolori alla colonna vertebrale. Approfondimento: Trattamento del dolore: cos'è la Terapia Neurale?.

Metodo Furter

Il Metodo Furter è un tipo di medicina manipolativa consiste in una neuro-stimolazione graduale e progressiva della pelle, del connettivo, dei muscoli e dei nervi sottostanti. È indicata in un gran numero di patologie croniche dell'apparato locomotore e della schiena.

Prevenzione

9 Prevenzione del mal di schiena

Come abbiamo visto, i disturbi della colonna vertebrale sono una delle problematiche più diffuse in Italia e nel mondo. Oltre alla diagnosi e alla cura, è fondamentale adottare comportamenti finalizzati a mantenere la colonna in buona salute. Quando si parla di prevenzione bisogna distinguere due livelli distinti.

Prevenzione primaria

Riguarda l'acquisizione di corretti stili di vita prima della comparsa dei sintomi:

  • Seguire un'alimentazione sana per evitare il sovrappeso e ridurre il carico sulla colonna
  • Mantenere tonico e flessibile l'apparato muscolare con esercizio regolare
  • Imparare e mantenere una postura corretta, sia in posizione seduta sia in piedi
  • Utilizzare sedute ergonomiche in ufficio e in smartworking, con supporto lombare adeguato
  • Limitare stress e ansia, che si traducono spesso in contratture muscolari
  • Evitare di stare seduti o in piedi in posizione fissa per periodi prolungati
  • Dormire su un materasso adeguato, né troppo duro né troppo morbido

Prevenzione secondaria

Si applica a chi ha già avuto episodi di mal di schiena e mira a ridurre il rischio di recidive. Si fonda su un programma educativo-riabilitativo individualizzato, che comprende esercizi specifici, tecniche posturali e, dove indicato, terapia strumentale. La continuità nel tempo è l'elemento cruciale: i benefici della riabilitazione si mantengono solo con un impegno costante.

Altro

10 Domande frequenti sul mal di schiena

Qual è la causa più comune del mal di schiena?

Nella maggior parte dei casi (circa l'85%) il mal di schiena è «aspecifico»: non è riconducibile a una patologia strutturale identificabile, ma è legato a contratture muscolari, postura scorretta, sedentarietà o stress. Nelle forme specifiche le cause più frequenti sono ernia del disco, artrosi vertebrale e stenosi spinale.

Quando il mal di schiena è preoccupante?

Il mal di schiena diventa preoccupante quando è associato a febbre, perdita di peso involontaria, dolore notturno che non cede con nessuna posizione, deficit neurologici (debolezza o formicolio agli arti), disturbi urinari o intestinali, o quando non migliora dopo 4–6 settimane di trattamento conservativo. In questi casi è necessario rivolgersi rapidamente a un medico.

Cosa fare in caso di fitta improvvisa alla schiena?

In caso di fitta improvvisa è consigliabile fermarsi, assumere una posizione antalgica comoda (in genere decubito laterale con le ginocchia piegate) e applicare calore locale se il dolore sembra di origine muscolare. Se la fitta è molto intensa, si associa a sintomi neurologici o non migliora entro 48–72 ore, è necessario contattare il medico o uno specialista.

Il riposo a letto è utile per il mal di schiena?

Contrariamente a quanto si credeva in passato, le linee guida internazionali sconsigliano il riposo a letto prolungato per il mal di schiena acuto non complicato. Mantenere una moderata attività quotidiana favorisce un recupero più rapido. Il riposo è indicato solo per brevi periodi nelle fasi di dolore molto intenso.

Quali specialisti si occupano del mal di schiena?

A seconda della causa e della gravità, il mal di schiena è trattato da ortopedici, fisiatri, neurochirurghi, fisioterapisti e reumatologi. Su Medicina Moderna puoi trovare gli specialisti in ortopedia Dott. Mario Bortolato e Dott. Riccardo Baracco e gli specialisti in neurochirurgia Dott. Simone Peressutti e Dott. Paolo Regolo.

Quando è necessario un intervento chirurgico?

L'intervento chirurgico è indicato nei casi in cui i trattamenti conservativi non hanno portato benefici sufficienti, oppure in presenza di deficit neurologici gravi e progressivi. La decisione spetta al chirurgo vertebrale o al neurochirurgo dopo una valutazione clinica e strumentale completa. Approfondimento: chirurgia mini-invasiva della colonna.